
Il mio primo post spiega la scelta del titolo:
Moi, le bateau ivre (it. Io, il battello ebbro). Titolo famoso (famigerato per il tempo!) che molti di noi, almeno una volta nella vita hanno potuto sentire, ma che pochi , credo, hanno la fortuna di conoscere davvero.
Autore poco conosciuto e ancora troppo misconosciuto Rimbaud, giovane adolescente francese
maledetto, ribelle, blasfemo, perverso che scrisse tutto (o quasi) tra i sedici ei diciannove anni, alla ricerca dell'ignoto tanto nella vita (giungendo a piedi in Africa) quanto nell'opera. Debolezza nascosta attraverso l'aggressione verbale, incapace di accettare il reale che tende continuamente a sovvertire, la sua volontà di evasione si manifesta attraverso la tecnica del
voyant:
je dis qu'il faut etre voyant, se faire voyant par un long, immense et raisonné dérèglement de tous les sens. Sregolamento ragionato, dunque, attraverso la creazione di immagini, di una realtà
altra attraverso le parole, la poesia come unico mondo reale, che giunge a compimento nelle
Illuminations. Accanto a queste Illuminazioni di un nuovo universo poetico, si pone
Il battello ebbro, considerato il poemetto simbolico-esistenziale in cui il poeta si fà veggente attraverso l'incognito, in cui lo sregolamento indotto probabilmente dalla droga fà mantenere al poeta il mantenimento di un controllo razionale, è così che il poeta può vedere a volte
quel che l'uomo ha sognato..non è forse questo lo scopo della poesia?
Fonte e approfondimenti:
http://www.giuseppecirigliano.it/HomePageRimbaud.html